Prima professione per Elena e Cristina tra le Discepole del Vangelo

“Unità”, “autonomia”, “libertà”  sono tre parole che toccano in modi diversi la vita di ciascuno di noi. Le desideriamo, a volte le sentiamo più vicine alla nostra esperienza quotidiana, altre volte fatichiamo a viverle.

Domenica 30 maggio Elena Vial e Cristina Pennisi hanno vissuto la loro Prima professione religiosa, nella fraternità principale delle Discepole del Vangelo a Castelfranco Veneto. Il “sì” di Elena e Cristina è il segno che, anche oggi, delle giovani possono rispondere alla chiamata del Signore vivendo in pienezza “unità”, “autonomia” e “libertà”.

Il vescovo di Treviso monsignor Michele Tomasi, nella sua omelia, ha aiutato a considerare queste parole come opportunità perché ciascuno possa camminare, nella quotidianità, secondo il Vangelo. Riprendendo il teologo Walter Kasper, ha sottolineato la relazione tra queste dimensioni importanti della vita Trinitaria e della vita umana: “Unità e autonomia crescono non in senso inverso ma diretto: più cresce l’unità più cresce l’autonomia e solo attraverso l’unità dell’amore è possibile realizzare una vera autonomia”.

Il Vescovo ha anche incoraggiato ad accogliere questo dono della Trinità non solo per se stessi ma per qualificare la nostra vita comunitaria e la nostra vita sociale: “Non c’è unità contro autonomia e autonomia contro unità. Non c’è nulla senza autentica libertà”.

Cristina, una giovane che ha partecipato alla celebrazione, condivide che “E’ stato davvero un rito di unione per Cristina ed Elena: con Gesù, con la Fraternità, con la Comunità ecclesiale, espresso in particolare nel segno dell’abbraccio con le sorelle, colmo di gratitudine, avvenuto in uno dei momenti della celebrazione. Eravamo proprio tanti a festeggiare questa scelta importante e il clima che si respirava era gioia pura!”.

Ester, giovane mamma, amica della fraternità, ha sperimentato nella scelta di Elena e Cristina la gioia semplice espressa nel loro “sì”: “Le parole che hanno pronunciato nella formula della professione religiosa, hanno irradiato un sentimento di Pace e abbandono libero alla volontà del Padre e al Suo disegno su ognuno di noi! E’ stato naturale sentirsi parte della stessa famiglia, in una preghiera comune di grazie e di lode per queste due vite consacrate e donate per Amore!”.