LE BEATITUDINI
Una povertà che arricchisce
Seconda Catechesi quaresimale 2011
Cattedrale, 20 marzo 2011
Domenica scorsa ci siamo accostati alla grande pagina della Beatitudini. Cominciamo, oggi, a considerare le singole beatitudini, ponendoci di fronte alla prima di esse: «Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli».
Si riconosce che questa prima beatitudine dà il tono a tutte le altre, in certo senso le riassume. Per questo al 'beati i poveri' vorrei dedicare l'intera riflessione di questa domenica, proponendo per essa il titolo 'Una povertà che arricchisce'(...) ...l'espressione di Matteo ' poveri in spirito ' è come camminare su un crinale, sapendo che si può sempre rischiare di scivolare sui due versanti opposti. Possiamo indicarli, questi due versanti, distinguendo tra povertà come condizione sociale o materiale e povertà come condizione spirituale o atteggiamento interiore. Da una parte, dunque, l'accento è sulla povertà di beni: l'importante è essere materialmente poveri, non possedere nulla; dall'altra, l'accento è posto sul distacco dai beni, per cui si può anche possedere molto, purché non si attacchi il cuore a ciò che si possiede.
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