Chiude l’anno pastorale, rimane aperto il cantiere del Cammino sinodale

Venerdì 9 giugno vivremo insieme la celebrazione diocesana di chiusura dell’anno pastorale, la conclusione delle attività ordinarie della vita delle nostre parrocchie, fatta di iniziative, di itinerari, di appuntamenti. Un’attività che non si interrompe, in realtà, ma assume il carattere tipico dell’estate, con i Grest, i campiscuola, le proposte di riposo e ricarica spirituale per giovani, adulti e famiglie.
Proprio per “raccontare” il percorso compiuto dalla nostra Diocesi durante quest’anno, alle 20.30 a San Nicolò, oltre all’intervento del Vescovo, ci saranno due testimonianze: quella di un membro del Cammino sinodale e quella di un’animatrice di un gruppo del “Vangelo nelle case”, un’esperienza che si è ormai radicata e che nel prossimo anno vedrà la necessità di preparare ancora nuovi animatori.
Proprio in relazione a quel “cantiere” speciale che è il Cammino sinodale, aperto lo scorso 3 febbraio e che si chiuderà il prossimo novembre, abbiamo chiesto a mons. Mario Salviato, vicario per il Coordinamento della Pastorale, come stanno procedendo i lavori.
“Il Cammino sinodale non si ferma nemmeno d’estate – spiega -. Proprio in questi giorni, fino al 10 giugno, si svolgono le Assemblee sinodali vicariali sugli «appelli dello Spirito» che insieme abbiamo potuto cogliere, e nei prossimi mesi la Commissione lavorerà sul materiale che successivamente porterà all’Assemblea sinodale diocesana di ottobre. Sarà quest’ultima a indicare le scelte da consegnare all’intera diocesi. Scelte che non indicano immediatamente attività pastorali, da mettere subito in atto, ma che, come richiama di frequente il Papa, danno inizio a un «processo», cioè un progressivo percorso di assimilazione e traduzione, che domanda spesso la pazienza di tempi più o meno lunghi”.
Su che cosa stanno lavorando le Assemblee vicariali?
Ai membri sono stati consegnati gli “appelli dello Spirito” emersi all’ultima assemblea diocesana del 6 maggio. E’ chiesto loro di provare a tradurli in scelte ecclesiali. Di questo lavoro ci si avvarrà per il terzo “passo” del nostro Cammino Sinodale, «l’agire»; anche per esso sarà predisposto un nuovo strumento di lavoro sul quale i membri dell’Assemblea diocesana saranno invitati a sostare.
Che cosa sta emergendo sia dall’impegno dell’Assemblea diocesana che dal lavoro di quelle vicariali?
Mi pare di cogliere anzitutto una complessiva valutazione positiva della metodologia con cui si sta attuando il Cammino sinodale. E’ da apprezzare la viva partecipazione ai lavori dei gruppi dell’Assemblea diocesana, e che in generale tutti i membri si presentino agli appuntamenti preparati, grazie agli strumenti messi loro a disposizione. Emerge anche una buona disponibilità all’ascolto e una dinamica viva negli incontri. La Commissione diocesana ha pensato di evidenziarla anche nelle schede affidate per gli incontri nei vicariati, trascrivendo alcune espressioni – la “viva voce” – emerse nei gruppi sui singoli appelli.
Quale contributo viene dalle assemblee vicariali?
Va detto che queste non sono solo il luogo in cui ci si limita a trasmettere quanto emerso dall’Assemblea diocesana. Soprattutto in questa seconda fase, il loro apporto diventa prezioso, dovendo offrire già qualche indicazione di scelta per la diocesi. Vien da dire allora che il Cammino sinodale non si limita ai 273 membri dell’Assemblea diocesana, ma si allarga davvero a tutte le parrocchie e Collaborazioni pastorali, offrendo un contributo concreto, non da semplici “uditori”.